Dissonorata

Posted by on March 12, 2026

Martedì 17 marzo 2026 ore 21Scena Verticale SAVERIO LA RUINADissonorataUn delitto d’onore in Calabriadrammaturgia, regia e interpretazione Saverio La Ruinacontributo alla drammaturgia Monica De Simonemusiche originali eseguite dal vivo Gianfranco De FrancoPremio UBU “Migliore attore italiano” e “Migliore testo italiano” Premio Hystrio alla Drammaturgia Premio ETI – Gli Olimpici del Teatro: nomination “Migliore interprete di

Martedì 17 marzo 2026 ore 21
Scena Verticale

SAVERIO LA RUINA
Dissonorata
Un delitto d’onore in Calabria
drammaturgia, regia e interpretazione Saverio La Ruina
contributo alla drammaturgia Monica De Simone
musiche originali eseguite dal vivo Gianfranco De Franco
Premio UBU “Migliore attore italiano” e “Migliore testo italiano”

Premio Hystrio alla Drammaturgia

Premio ETI – Gli Olimpici del Teatro: nomination “Migliore interprete di monologo”
Spettacolo ultra-premiato (UBU come “migliore attore” e “migliore testo”, Hystrio alla
Drammaturgia e candidato agli ETI – Gli Olimpici del Teatro come “migliore interprete di monologo”), Dissonorata. Un delitto d’onore in Calabria, scritto, diretto e interpretato da Saverio La Ruina, andrà in scena al Teatro Piccolo – Teatro d’Innovazione di Forlì, martedì 17 marzo alle ore 21, nell’ambito della Stagione dedicata al Contemporaneo.
Nello spettacolo risuonano molteplici voci di donne. Voci di donne del sud, di madri, di nonne, di zie, di loro amiche e di amiche delle amiche, di tutto il parentado e di tutto il vicinato.
E tra queste, una in particolare. La “piccola”, tragica e commovente storia di una donna del nostro meridione. Dal suo racconto emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo di un’amara ironia “Spesso, ascoltando le storie drammatiche di donne dei paesi musulmani, mi capita di sentire l’eco di altre storie. Storie di donne calabresi dell’inizio del secolo scorso, o della fine del secolo scorso, o di oggi. Quando il lutto per le vedove durava tutta la vita. Per le figlie, anni e anni.
Le donne vestivano quasi tutte di nero, compreso una specie di chador sulla testa, anche in piena estate. Donne vittime della legge degli uomini, schiave di un padre-padrone. E il delitto d’onore era talmente diffuso che una legge apposita quasi lo depenalizzava.
Partendo dalla “piccola” ma emblematica storia di una donna calabrese, lo spettacolo offre lo spunto per una riflessione sulla condizione della donna in generale. Parlando del proprio villaggio, parla della condizione della donna nel villaggio globale”. (Saverio La Ruina)

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