Angelo Masini

Posted by on May 10, 2026

L’Auditorium di Forlì inaugura ufficialmente, ma per capire come si è arrivati fin qui occorre fare un passo indietro. E guarda caso si torna proprio alla metà del Seicento, in piena epoca barocca: lo stesso periodo raccontato dalla mostra in corso ai Musei San Domenico. È allora che Gerolamo Mercuriale, di cognome e di fatto,

L’Auditorium di Forlì inaugura ufficialmente, ma per capire come si è arrivati fin qui occorre fare un passo indietro. E guarda caso si torna proprio alla metà del Seicento, in piena epoca barocca: lo stesso periodo raccontato dalla mostra in corso ai Musei San Domenico. È allora che Gerolamo Mercuriale, di cognome e di fatto, mentre Monteverdi componeva la prima opera di teatro musicale con i controtenori dell’epoca (le donne non potevano esibirsi), scrive il suo celebre trattato sulla Ginnastica e sui suoi benefici, gettando le basi di quella che oggi chiamiamo Medicina Sportiva. A ricordarlo è il decano dell’editoria forlivese, il giornalista Elio Crociani.

La scintilla moderna, però, nasce molto più tardi. L’idea fu dell’attuale consigliere comunale Giovanni Bucci, allora assessore allo Sport, che – tra un materasso e l’altro, come ama raccontare – viene a sapere di un finanziamento statale destinato ai Musei dello Sport. A Forlì, l’edificio più adatto risulta subito evidente: la struttura che ospita la Polisportiva Edera e il Cinema Odeon, l’ex Gil, la Casa del Balilla. Un acronimo che, depurato dalla storia, nascondeva già allora un concetto molto contemporaneo: una sorta di Spa ante litteram, con piscina e spazi dedicati al benessere, voluti dal Duce per la Gioventù Italiana del Littorio.

Perché non trasformarlo in un Museo della Ginnastica, disciplina così legata alla salute? L’ispirazione arriva dal Museo dello Sport di Losanna, suggerito dal dottor Bruno Grandi del Coni, che in materia aveva pochi rivali. Detto fatto: si organizza un sopralluogo in Svizzera. A dare ulteriore peso al progetto contribuisce anche la presenza, a Forlì, di alcune ginnaste che hanno partecipato ad almeno un’Olimpiade.

Il finanziamento arriva, i lavori di restauro si completano senza interrompere l’attività dell’Edera e, nel frattempo, si comincia a sognare anche l’Auditorium. Un’idea che probabilmente affonda le radici nel progetto originario dell’architetto romano Cesare Valle, la “star” dell’epoca, chiamato da Benito Mussolini per costruire il suo personale “Paradiso Terrestre”.

Una prima inaugurazione avviene già anni fa, restituendo alla città l’aspetto della Gil del ventennio, compresa la celebre – e per qualcuno un po’ forte – scritta sulla torre. Ma per completare la grande sala teatrale serviva ancora tempo. E soprattutto servivano risorse: questa volta arrivano dal Comune di Forlì, dall’Art Bonus e da Cia‑Conad, per un totale di 4,3 milioni di euro.

Le quattro serate inaugurali, con biglietti gratuiti, servono a testare l’acustica della sala: 321 posti a data, assegnati ai cittadini e agli operatori Conad, i cosiddetti “corporate”.

Ora non resta che attendere ciò che da un Auditorium ci si aspetta davvero: una stagione di eventi, i biglietti in prevendita e – perché no – qualche nuovo Farinelli pronto a salire sul palco.

Sabato 14 febbraio alle ore 17,00 in Sala Sangiorgi, in Corso Giuseppe Garibaldi 98, Forlì

“Vi presento Angelo Masini”, con Enrico Stinchelli una serata in onore del tenore forlivese

Il giorno di San Valentino, alla Sala Sangiorgi della Fondazione Angelo Masini, nell’ambito delle iniziative per il centenario di Angelo Masini, viene ospitato l’evento “Vi presento Angelo Masini – Ieri, oggi, domani” a cura di Enrico Stinchelli. Il noto conduttore della trasmissione La Barcaccia di Rai Radio 3, coinvolgerà il pubblico in un viaggio sul valore musicale di Angelo Masini raccontando la chiarezza della voce, il gusto e lo stile di Masini in relazione ai grandi tenori e in prospettiva sul futuro della lirica.

“Sarà un’interessante occasione per continuare a ricordare il famoso tenore forlivese afferma il vicesindaco Vincenzo Bongiorno -, uomo profondamente legato alla sua città. Era un grande mecenate che considerava l’arte un dono da condividere, ed ha fatto tantissimo anche per la crescita culturale di Forlì. Alla morte, con un cospicuo suo lascito fu possibile la nascita dell’Istituto musicale che ha sempre portato il suo nome. L’intento di Masini era che la musica potesse continuare a educare, con un occhio di riguardo per le giovani generazioni. Una visione che oggi ispira l’opera della Fondazione a lui intitolata”.

“L’incontro – aggiunge inoltre il presidente della Fondazione Masini, Giovanni Battista Ghini – inaugura ufficialmente le iniziative promosse dalla Fondazione Angelo Masini e dal Comune di Forlì in occasione del Centenario, con l’obiettivo di restituire al pubblico la figura di Masini non solo come mito storico, ma anche come patrimonio vivo della tradizione lirica italiana”.

Insieme a Enrico Stinchelli ci saranno la soprano Tea Purtseladze, il tenore Paolo Lardizzone e il pianista Lorenzo Bavaj.

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