XXVII Edizione
3 marzo – 31 luglio 2026
Appuntamenti di domenica 22 marzo
Imola (Bo), Ridotto del Teatro Ebe Stignani, ore 18:00
Presentazione del libro
“Scritti dal basso. Dieci bassisti tra jazz e letteratura” (Shake Ed., 2025)
di Pierpaolo Martino
interverranno l’autore Pierpaolo Martino e Franco Minganti
in collaborazione con Combo Jazz Club
ingresso libero
Jazz Route 26
Imola (Bo), Teatro Ebe Stignani, ore 21:00
ANTHONY STRONG & COLOURS JAZZ ORCHESTRA
Da Cole Porter a Frank Sinatra
Anthony Strong – voce, pianoforte;
Massimo Morganti – direzione, trombone solista;
COLOURS JAZZ ORCHESTRA
Fabio Petretti, Nicola Cecchetto, Filippo Sebastianelli, Antonangelo Giudice, Marco Postacchini sassofoni
Giorgio Caselli, Riccardo Catria, Luca Giardini, Samuele Garofoli, Michele Samory trombe
Carlo Piermartire, Paolo Mancini, Andrea Angeloni, Paolo Del Papa, Pierluigi Bastioli tromboni
Luca Pecchia chitarra
Paolo Ghetti contrabbasso
Luke Tomlinson batteria
La seconda tappa a Imola del festival itinerante Crossroads si terrà domenica 22 marzo al Teatro Ebe Stignani. Qui, alle ore 21, si esibirà in concerto il vocalist e pianista inglese Anthony Strong, accompagnato dai 19 elementi della Colours Jazz Orchestra (diretta da Massimo Morganti) in un viaggio canoro da Cole Porter a Frank Sinatra.
La giornata imolese di Crossroads sarà inoltre arricchita da un appuntamento letterario pomeridiano al Ridotto del Teatro Ebe Stignani (ore 18, ingresso libero): Pierpaolo Martino presenterà il suo libro “Scritti dal basso. Dieci bassisti tra jazz e letteratura” (Shake Edizioni, 2025), affiancato nella conversazione da Franco Minganti (docente universitario ed esperto di tematiche jazzistiche). Il volume affronta il contrabbasso e il basso elettrico dal punto di vista di dieci tra i bassisti più influenti della storia del jazz. Fondamentale nella scelta dei musicisti è stato il rapporto di ciascuno di essi con la scrittura e la letteratura.
Un crooner inglese di notevole carisma spalleggiato da una big band: lo spettacolo è garantito. Anche grazie a un programma musicale (basato su arrangiamenti e composizioni originali di Anthony Strong) che rende omaggio ai grandi classici del jazz.
Con il suo smoking calzato a pennello, il pianista e cantante Anthony Strong è un vero English gentleman. Nato a Croydon nel 1984, Strong ha studiato pianoforte classico alla Royal Academy of Music e pianoforte jazz alla Guildhall School of Music di Londra mentre parallelamente già veniva chiamato a suonare da artisti come Michael Bolton e Kyle Eastwood, iniziando ad apparire con frequenza sulle reti televisive inglesi. Ha fatto anche pratica di musical nel West End londinese, nel ruolo di Jerry Lee Lewis in Million Dollar Quartet. Rod Stewart, che da campione del rock inglese è pur sempre un grande estimatore di jazz, per questo ruolo lo ha personalmente complimentato con un pittoresco “Fucking amazing!”. Fu proprio questa esperienza teatrale a far prendere alla sua carriera, partita dai più prestigiosi studi classici, l’attuale indirizzo.
In quindici anni di attività, Anthony Strong ha portato in scena molteplici repertori, che saranno efficacemente rappresentati in questo concerto orchestrale: dalle atmosfere di Broadway e Hollywood, con brani nati per musical o film e che successivamente sono diventati standard jazz, ai capisaldi del repertorio dei crooners (Frank Sinatra, Nat King Cole, Tony Bennett), sino alle composizioni originali che rivelano il lato più personale di Strong.
La Colours Jazz Orchestra nasce nel 2002 da un’idea di Massimo Morganti, trombonista, compositore e direttore, che riesce a coinvolgere nel progetto alcuni tra i migliori musicisti marchigiani. Nel corso di oltre venti anni di attività la Colours Jazz Orchestra ha ospitato solisti di fama internazionale come Maria Schneider, Kenny Wheeler, John Taylor, Marco Tamburini, Fabrizio Bosso, Fabio Concato, Francesco Cafiso, Gianluca Petrella, Toninho Horta, Javier Girotto, Joe LaBarbera e molti altri.
CROSSROADS
XX Edizione
28 febbraio – 7 giugno 2019
Concerto di mercoledì 1 maggio
FORLÌ (Fc), TEATRO DIEGO FABBRI, ORE 21:00
“DESAFINADO”
Omaggio ad Antonio Carlos Jobim
ITALIAN JAZZ ORCHESTRA feat. EDUARDO & ROBERTO TAUFIC
+ special guests BARBARA CASINI & ENRICO RAVA
Direttore FABIO PETRETTI
ITALIAN JAZZ ORCHESTRA:
Daniele Giardina – tromba; Massimo Morganti – trombone, arrangiamenti;
Achille Succi – sax alto, clarinetto basso; Marco Postacchini – sax baritono, flauto, arrangiamenti;
Pedro Spallati – clarinetto, sax tenore; Paolo Ghetti – basso elettrico;
Stefano Paolini – batteria, percussioni;
feat. EDUARDO TAUFIC – pianoforte; ROBERTO TAUFIC – chitarra.
ARCHI. Violini: Cesare Carretta, Fabio Lapi, Gioele Sindona, Aldo Capicchioni, Elisa Tremamunno. Viola: Michela Zanotti.
Violoncello: Anselmo Pelliccioni. Contrabbasso: Roberto Rubini.
+ special guests: BARBARA CASINI – voce; ENRICO RAVA – tromba.
Fabio Petretti – direzione, arrangiamenti
Jobim video collage: immagini, frammenti di concerti, special TV, interviste produzione originale Jazz Network/Crossroads – Entroterre Festival – Associazione Scuola Musicale Dante Alighieri Bertinoro
Enrico Rava artist in residence – 80th Anniversary Concert
Per il sesto anno consecutivo Crossroads, il festival itinerante organizzato da Jazz Network e dall’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, approda al Teatro Diego Fabbri di Forlì in occasione del 1° maggio, per quella che è ormai una tradizione: una produzione originale per grande organico orchestrale con prestigiosi solisti ospiti. Perno di questa tradizione è l’Italian Jazz Orchestra, costituita da valenti musicisti del territorio e diretta da Fabio Petretti, che firma anche gli arrangiamenti assieme a Massimo Morganti e Marco Postacchini. “Desafinado”, l’ambizioso e inedito progetto ideato per il 2019, è un omaggio ad Antonio Carlos Jobim, vera e propria leggenda della musica popolare brasiliana, tanto da venire semplicemente chiamato, nel suo paese, O Maestro.
Sul palco come special guests si troveranno: Barbara Casini, la più autorevole cantante italiana quando si parla di musica brasiliana, genere nel quale ha messo a segno una lunga serie di notevoli exploit con progetti tematici di grande successo; Enrico Rava, il trombettista italiano più noto e affermato a livello internazionale, solista dai toni lirici e dal fraseggio di emblematica efficaci narrativa; i fratelli brasiliani Eduardo e Roberto Taufic, incastonati nell’organico orchestrale a pianoforte e chitarra, suadenti interpreti della musica popolare brasiliana, con la loro perfetta pronuncia dei suoi tratti idiomatici.
Alle spalle degli artisti, sullo sfondo del palco, scorreranno poi immagini di repertorio, video, riprese televisive, fotografie, spezzoni di film, interviste di Jobim, creando una scenografia in movimento.
Il concerto, che inizierà alle ore 21, è realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili del Comune di Forlì, il Teatro Diego Fabbri di Forlì, l’Italian Jazz Orchestra, Entroterre Festival e l’Associazione Scuola Musicale D. Alighieri Bertinoro. Biglietti: intero euro 18, ridotto 15.
Martedì 1 maggio
FORLÌ (FC), TEATRO DIEGO FABBRI, ORE 21:00
“QUE SERA, SERA”
Omaggio a Doris Day
ITALIAN JAZZ ORCHESTRA +
special guests
PETRA MAGONI & PAOLO FRESU
Direttore
FABIO PETRETTI
ITALIAN JAZZ ORCHESTRA:
Achille Succi – sax alto, clarinetto basso;
Marco Postacchini – sax baritono, flauto;
Daniele Giardina – tromba;
Massimo Morganti – trombone, euphonium, arrangiamenti;
Michele Francesconi – pianoforte, arrangiamenti;
Paolo Ghetti – basso el., contrabbasso;
Stefano Paolini – batteria.
ARCHI
Violini: Cesare Carretta, Fabio Lapi, Gioele Sindona, Michela Zanotti, Aldo Capicchioni, Elisa Tremamunno. Viola: Aldo Zangheri.
Violoncello: Anselmo Pelliccioni.
Contrabbasso: Roberto Rubini.
+
special guests: PETRA MAGONI – voce;
PAOLO FRESU – tromba.
Fabio Petretti – direzione, arrangiamenti
Doris Day video collage: immagini, frammenti di film, concerti, special TV, interviste produzione originale Jazz Network/Crossroads – Entroterre Festival – Associazione Scuola Musicale Dante Alighieri Bertinoro
Paolo Fresu artist in residence
Per il quinto anno consecutivo Crossroads, il festival itinerante organizzato da Jazz Network e dall’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia – Romagna, approda al Teatro Diego Fabbri di Forlì (alle ore 21) per quella che ormai è una tradizione: il concerto del primo maggio con l’Italian Jazz Orchestra diretta da Fabio Petretti. Tradizione che porta sempre con sé un paio di certezze: la presenza di solisti ospiti di notevole rilevanza e un programma musicale
predisposto appositamente per l’occasione.
Quest’anno la produzione originale sarà dedicata a Doris Day e prenderà il titolo da una sua indimenticabile canzone: “Que sera, sera”. A intonare le melodie del repertorio della “fidanzata d’America” ci saranno due stelle della musica italiana: Paolo Fresu e Petra Magoni. Un insolito abbinamento che metterà in risalto le peculiarità di ognuno dei due artisti, il soffio lirico della tromba di Fresu e la magnifica intensità interpretativa della Magoni.
Alle loro spalle, sullo sfondo del palco, saranno proiettate immagini di repertorio che colgono Doris Day in alcuni dei tanti momenti salienti della sua carriera cinematografica (costellata di film sotto la direzione di Michael Curtiz, Alfred Hitchcock, Gene Kelly…), televisiva e musicale (soprattutto come cantante di big band). Il concerto è realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e alle Politiche Giovanili del Comune di Forlì, il Teatro Diego Fabbri di Forlì, l’Italian Jazz Orchestra, l’Entroterre Festival e l’Associazione Scuola Musicale D. Alighieri di Bertinoro. Biglietti: intero euro 18, ridotto 15 (anche per soci Arci).
Petra Magoni, nata a Pisa nel 1972, ha avuto una formazione vocale e poi esperienze musicali assai eterogenee. Gli studi classici al Conservatorio di Livorno e all’Istituto Pontificio di Musica Sacra di Milano, e poi il perfezionamento in musica antica con Alani Curtis, l’hanno portata a esordire nel mondo della musica antica e operistica.
Contemporaneamente si affaccia sulla scena rock, partecipa due volte al festival di Sanremo (1996 e 1997), si fa ascoltare in numerose trasmissioni televisive ( Tappeto volante, Aria fresca, In famiglia, Due come noi, Su le mani …), partecipa a una tournée teatrale e al film Bagnomaria di Giorgio Panariello, col quale scrive e incide anche una canzone.
Il suo eclettismo è quindi evidente sin dagli esordi e risalta anche nella varietà di approfondimenti della tecnica vocale: con Bobby McFerrin, Sheila Jordan, Tran Quan Hay, i King’s Singers.
Sotto pseudonimo (Artepal) si affaccia anche nel mondo della dance, mentre a proprio nome pubblica gli album
Petra Magoni (1996) e Mulini a vento (1997). Torna agli pseudonimi per un altro disco dedicato alle canzoni scritte in inglese da Lucio Battisti (si firma Sweet Anima) e per una produzione elettro-pop con Giampaolo Antoni del 2004.
Il 2004 è anche l’anno di uscita dell’album Musica Nuda in duo con il contrabbassista Ferruccio Spinetti, che segna una svolta nella sua carriera e la cui scia artistica è giunta sino ai nostri giorni. Il disco ottiene un buon successo di vendite in Italia e un’accoglienza ottima all’estero, addirittura strepitosa in Francia. Da allora l’attività del duo è stata incessante, tra tournée e dischi che ne hanno costantemente consolidata la fama internazionale.
In ambito jazzistico sono state di particolare rilievo le sue collaborazioni con Stefano Bollani, Antonello Salis e Ares Tavolazzi.
Nato nel 1961 a Berchidda, in Sardegna, Paolo Fresu intraprende lo studio dello strumento all’età di 11 anni nella Banda Musicale del proprio paese natale. Dopo varie esperienze di musica leggera, scopre il jazz nel 1980 e inizia l’attività professionale nel 1982.
Nel corso dei tre decenni seguenti è protagonista di una scalata verso la vetta del jazz italiano e internazionale, del quale è oggi uno dei grandi protagonisti. Ha collezionato un numero difficilmente riassumibile di premi e riconoscimenti, esibendosi in ogni continente e con i nomi più importanti della musica afroamericana degli ulti
mi 30 anni: Enrico Rava, Aldo Romano, Kenny Wheeler, Gerry Mulligan, Dave Holland, John Zorn, Richard Galliano, Trilok Gurtu, Jim Hall, Uri Caine, Gil Evans Orchestra, Toots Thielemans, Carla Bley, Dave Douglas…
Anche la sua capacità di ideare formazioni e progetti musicali pare essere inesauribile: dal suo Quintetto al duo con Gianmaria Testa, il Trio P.A.F., il Devil Quartet, il trio con Nguyên Lê e Dhafer Youssef, il duo con Uri Caine e altri pianisti (Danilo Rea, Dado Moroni, Bojan Zulfikarpacic, Ludovico Einaudi, Omar Sosa), le rivisitazioni filologiche di Porgy and Bess e Birth of the Cool con l’Orchestra Jazz della Sardegna, l’Italian Trumpet Summit… L’elenco potrebbe continuare con lunghezza enciclopedica.
Ha registrato oltre trecentocinquanta dischi, di cui oltre ottanta a proprio nome o in co-leadership, spesso lavorando in progetti che intrecciano il jazz ad altre musiche (etnica, world music, contemporanea, leggera, antica). Si è confrontato anche con la musica per il teatro, la danza, la poesia, il cinema e la televisione, a fianco di importanti esponenti di queste discipline.