Cechov

Posted by on March 19, 2026

Teatro Ebe Stignani Imola STAGIONE DI PROSA 25/26 Dal 24 al 30 marzo 2026 IL GABBIANO di Anton Čechov con Giuliana De Sio, Filippo Dini, Jurij Ferrini e con Virginia Campolucci, Enrica Cortese, Gennaro Di Biase, Giovanni Drago, Valerio Mazzucato, Angelica Leo, Fulvio Pepe, Edoardo Sorgente traduzione Danilo Macrì regia Filippo Dini regia della scena

Teatro Ebe Stignani Imola

STAGIONE DI PROSA 25/26

Dal 24 al 30 marzo 2026

IL GABBIANO

di Anton Čechov
con Giuliana De Sio, Filippo Dini, Jurij Ferrini
e con Virginia Campolucci, Enrica Cortese, Gennaro Di Biase, Giovanni Drago, Valerio Mazzucato, Angelica Leo, Fulvio Pepe, Edoardo Sorgente
traduzione Danilo Macrì
regia Filippo Dini
regia della scena “Lo spettacolo di Kostja” Leonardo Manzan
aiuto regia e drammaturgia Carlo Orlando
scene Laura Benzi
costumi Alessio Rosati
luci Pasquale Mari
musiche Massimo Cordovani
produzione TSV – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Bolzano, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale

durata 2 ore e 45 minuti, intervallo incluso

Il classico di Čechov Il gabbiano chiuderà la 52a stagione di prosa del Teatro Stignani: Giuliana De Sio insieme a Jurij Ferrini e Filippo Dini (anche regista) saliranno sul palco imolese dal 24 al 30 marzo. Prevendita sabato 21

Il nono e ultimo spettacolo dell’applaudita stagione 2025/26 del Teatro Stignani è un classico cechoviano che il regista Filippo Dini propone in un allestimento contemporaneo dai costumi sgargianti: Il gabbiano – con un corposo cast in cui spiccano, oltre al regista, Giuliana De Sio e Jurij Ferrini – andrà in scena a Imola da martedì 24 a lunedì 31 marzo.

Le recite avranno inizio alle ore 21, tranne quelle di sabato 28 e domenica 29 marzo alle ore 15:30. Attenzione: non essendoci la doppia recita sabato 28, gli abbonati al turno “E” del sabato sera possono assistere allo spettacolo lunedì 30 marzo alle ore 21.

L’opera di Čechov racconta di gruppo di persone, di diverse età e collegate tra loro da vincoli di parentela e non, che si riuniscono in una casa di campagna in riva a un lago e dibattono nel tentativo di fuggire al grigiore del loro destino. Fra le diverse storie che si intersecano, emerge con prepotenza, la vicenda di un giovane ragazzo che desidera risollevarsi da quel grigiore attraverso l’arte della scrittura, sostenuto e infiammato dall’amore per una sua coetanea, che sogna di diventare un’attrice, e affannato nel tentativo di opporsi con veemenza alla madre, una famosa attrice, fidanzata con un importante scrittore assai più giovane di lei.

Nei primi tre atti la commedia si sviluppa attraverso una sorta di parabola discendente, che precipita nel gorgo dell’illusione. Parte nella gioia, nella passione, nell’eccitazione divertita e gioiosa del gioco: Kostja mette in scena un testo che ha appena scritto, lo presenterà al mondo e a recitarlo sarà la sua innamorata, che sogna di fare l’attrice. Lo spettacolo finirà prima del previsto, perché sarà lo stesso autore/regista a interromperlo poiché infastidito dai commenti del pubblico, in particolare da quelli di sua madre. Tutto, da questo momento in poi, precipita velocemente, fino a culminare nel punto più oscuro e terribile della vita di ognuno di noi: quell’istante in cui ciò che era desiderato e auspicabile, solo sognato e irraggiungibile – che si tratti di un amore o di un’ambizione professionale o artistica – per la prima volta si delinea nella nostra mente e nel nostro cuore, come irrinunciabile e possibile, è il giorno in cui diciamo a noi stessi che non si potrà tornare indietro.

L’allegra comitiva del Gabbiano, pur partendo con le migliori intenzioni, si dirige verso l’oblio, inesorabilmente. E a osservarli c’è appunto un animale (quello che dà il titolo alla commedia) strano e contraddittorio, aggressivo e nobile nell’aspetto, elegante e volgare, un uccello attratto dalle acque del lago, che vola sulle loro teste e li osserva (come il pubblico che assiste allo spettacolo), ma a un certo punto viene ucciso nella maniera più vile. L’immortalità di questo testo scritto nel 1895 e la sua bruciante contemporaneità sta proprio nella descrizione di una umanità alla fine, una società sull’orlo del baratro, che avverte l’arrivo di un’apocalisse, che di lì a poco spazzerà via tutto il mondo per come lo abbiamo conosciuto fino a quel momento.

PROSA

Venerdì 21 e sabato 22 aprile ore 21 – domenica 23 aprile ore 16

Teatro Biondo Palermo

in collaborazione con Dream New World – Cie Irina Brook

PAMELA VILLORESI
GEOFFREY CAREY

Seagull Dreams
I sogni del Gabbiano
da Il gabbiano di Anton Čechov
adattamento, regia e video di Irina Brook
traduzione e collaborazione artistica Alessandro Anglani

e con
Giuseppe Bongiorno, Emanuele Del Castillo, Miguel Gobbo Diaz, Monica Granatelli, Giorgia Indelicato, Giuseppe Randazzo

Ultimo appuntamento, al Teatro Diego Fabbri di Forlì, con la rassegna di Prosa 2022/23 che venerdì 21 e sabato 22 aprile alle ore 21 e domenica 23 aprile alle ore 16 vedrà protagonisti sul palcoscenico PAMELA VILLORESI e GEOFFREY CAREY in Seagull Dreams (I sogni del Gabbiano), uno spettacolo di IRINA BROOK adattato da Il gabbiamo di Anton Čechov.
Pamela Villoresi e Geoffrey Carey, insieme al resto del cast – composto da Giuseppe Bongiorno, Emanuele Del Castillo, Miguel Gobbo Diaz, Monica Granatelli, Giorgia Indelicato, Giuseppe Randazzo – incontreranno il pubblico sabato 22 aprile alle ore 18 al Ridotto del Teatro Diego Fabbri, in dialogo con Pietro Caruso. L’ingresso all’Incontro con gli Artisti è come sempre gratuito.
La regista Irina Brook, figlia del maestro Peter Brook e dell’attrice Natasha Parry, esplora in questo spettacolo la propria biografia di figlia d’arte attraverso le parole di Anton Čechov. I temi e le atmosfere del teatro checoviano riaffiorano dal vissuto personale della regista.
Con Seagull Dreams, Irina Brook porta avanti la sua intensa ed emozionate riflessione sul teatro, inteso come laboratorio dei sentimenti e della vita, come palcoscenico delle dinamiche di una famiglia di attrici e drammaturghi, di una compagnia. La malinconia per epoche che tramontano e la tensione verso qualcosa che deve ancora nascere e che fatica ad imporsi, l’eterno conflitto tra giovani artisti e “vecchie glorie”. La regista trasporta la vicenda de Il gabbiano in un contesto realistico – dagli anni ’70 ai giorni nostri proiettati verso la metarealtà – mischiando i ricordi personali e le esperienze di vita degli interpreti alle aspirazioni e ai desideri della nuova generazione di giovani attori e attrici: la passione per il palcoscenico, l’impegno, il gioco, il desiderio di proiettare la vocazione teatrale nel futuro, includendo le nuove tecnologie, ma anche le umiliazioni, le incertezze, il nomadismo.

Note di regia

Seagull Dreams è una versione decostruita e intima de Il gabbiano di Čechov, creata per il Teatro Biondo di Palermo. Mi sto imbarcando in un lavoro che nasce organicamente dalla prima tappa di House of Us: La Madre, che avevo realizzato con gli allievi della Scuola del Biondo. Attraverso i testi e le emozioni della mitica commedia di Čechov, continuo a sviluppare i temi legati al rapporto tra “Vita e Teatro”: la vita nel teatro, il teatro nella vita.
Il gabbiano parla del nostro mestiere con tutto l’amore appassionato e la crudeltà disperata che può suscitare. Al centro ci sono i temi ineludibili del successo e del fallimento, la necessità di vivere una vita di creatività, e la più distruttiva delle malattie avvertite dagli artisti: il bisogno dell’approvazione.
Per questa nuova esplorazione, sono felice di ritrovarmi con i giovani attori e attrici della Scuola di Teatro del Biondo, oltre che con la grande attrice Pamela Villoresi e il mio attore iconico Geoffrey Carey. È un’opera che ci conduce in un emozionante viaggio a ritroso e in avanti, tra la narrazione dell’opera e reinvenzioni più contemporanee, che si aprono su un mondo onirico, abitato da memorie personali.

(Irina Brook)

PROSA

Giovedì 2 febbraio 2023 ore 21

Associazione Teatrale Pistoiese Centro di Produzione Teatrale
GIUSEPPE CEDERNA
Zio Vanja

di Anton Čechov – adattamento e regia Roberto Valerio

e con (in ordine alfabetico)
Pietro Bontempo, Mimosa Campironi, Massimo Grigò,
Alberto Mancioppi, Caterina Misasi, Elisabetta Piccolomini

costumi Lucia Mariani
luci Emiliano Pona
suono Alessandro Saviozzi

allestimento Associazione Teatrale Pistoiese
produzione Associazione Teatrale Pistoiese
con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Toscana

Giovedì 2 febbraio alle ore 21, al Teatro Dragoni di Meldola, è di scena Zio Vanja di Anton Cechov nell’adattamento drammaturgico e registico di Roberto Valerio. Protagonista della pièce è Giuseppe Cederna, affiancato da Pietro Bontempo, Mimosa Campironi, Massimo Grigò, Alberto Mancioppi, Caterina Misasi (che sostituisce la precedentemente annunciata Euridice Axen) ed Elisabetta Piccolomini.

Note di regia

In una tenuta di campagna c’è una tavola apparecchiata per il tè sotto ad un vecchio pioppo. Poco più in là, dondola un’altalena. L’atmosfera tranquilla e serena non rispecchia il tumulto disordinato dei cuori. La vita quotidiana e monotona che Vanja, sua nipote Sonja, l’anziana maman Marija, Telegin e il dottor Astrov, conducono in quella residenza di proprietà del professor Serebrjakov, viene stravolta dall’arrivo dello stesso illustre accademico e dalla sua bellissima seconda moglie Elena.
Questi personaggi non sono eroi o eroine, ma persone semplici che ci raccontano il semplice flusso della vita. Della vita di tutti noi. Ed è per questo che ci sentiamo così vicini ed empatici a queste anime smarrite. Le loro passioni sono le nostre passioni, i loro slanci, le loro delusioni sono le stesse emozioni che accompagnano la nostra vita. Ogni personaggio insegue un proprio pensiero, una propria ispirazione. Ognuno declama i propri sogni, le proprie sofferenze, che non si incontrano però mai con quelle degli altri personaggi. Parlano a loro stessi. I dialoghi non sono mai un vero scambio, un vero dialogo. I personaggi sembrano intrappolati in soliloqui che denunciano la loro incapacità di comunicare. Ogni personaggio anela al bello, al riscatto, all’amore: tutti però incapaci di agire.
Così come in Beckett i due clown Vladimiro ed Estragone attendono Godot, così i personaggi di Čechov attendono, invano anch’essi, la felicità e un futuro migliore.
I personaggi vivono in una cappa di noia dalla quale non sembrano intenzionati a fuggire. Vorrebbero fare qualcosa per reagire alla propria insoddisfazione e in alcuni momenti sembrano anche riuscirci, ma poi ritornano al punto di partenza.
Zio Vanja si può allora definire il dramma delle occasioni mancate, della rinuncia a cogliere l’opportunità di cogliere le occasioni per cambiare la propria vita. Zio Vanja è una commedia basata su un vero e proprio meccanismo di inerzia.
“Quando non c’è vita vera, si vive di miraggi” dice zio Vanja. E allora spesso i personaggi attraverso il bere (vodka o vino) cercano uno stato di ebrezza, di ubriachezza che dia loro la possibilità di evadere dalla realtà. All’interno del testo, troviamo un continuo balenio di spunti burleschi e tragicomici: il ridicolo tentativo di Vanja di uccidere il Professore Serebrjakov con un colpo di pistola, il penoso tentativo di suicidio dello stesso Vanja con una bustina di morfina, il goffo corteggiamento alla
bella e ambigua Elena da parte sempre di Vanja, le ubriacature notturne, le tante piccole stranezze che coltivano tutti i personaggi e che li rendono degli amabili stravaganti bislacchi. Čechov considerava Zio Vanja una commedia, quasi un vaudeville. Uno spettacolo dove le immagini, i suoni e la recitazione trovano unione nella tragicommedia della vita.

(Roberto Valerio)

Nejc Gazvoda
po motivih Antona Pavloviča Čehova
adattamento da Anton Pavlovič Čehov
STRIČEK VANJA
LO ZIO VANJA

Režiser / Regia Ivica Buljan
Dramaturginja / Dramaturg Diana Koloini
Scenograf / Scene Aleksandar Denić
Kostumografinja / Costumi Ana Savić Gecan
Skladatelj / Musiche Mitja Vrhovnik Smrekar
Lektor / Lettore Jože Faganel
Oblikovalec luči / Light design Son:DA
Asistentka scenografa / Assistente alla scenografia Ajda Primožič
Asistentka kostumografinje / Assistente alla costumografia Sara Smrajc Žnidaršič

Vojnicki Robert Waltl, k. g.
Kuhar Luka Cimprič
Sonja  Nikla Petruška Panizon
Jelena Andrejevna Lara Komar
Astrov  Primož Forte
Marija Vasiljevna Maja Blagovič
Teljegin Romeo Grebenšek
Serebrjakov Vladimir Jurc

Premiera / Prima: 13. 3. 2014, SSG Trst / TSS Trieste

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