Teatro Ebe Stignani Imola
LA COSMICOMICA VITA DI Q
da Tutte le cosmicomiche di Italo Calvino
drammaturgia Vincenzo Manna
con Luca Marinelli
e con Valentina Bellè, Federico Brugnone, Alissa Jung, Fabian Jung, Gabriele Portoghese, Gaia Rinaldi
ideato e diretto da Luca Marinelli
co-regista Danilo Capezzani
scene e luci Nicolas Bovey
costumi Anna Missaglia
musiche originali Giorgio Poi
suono Hubert Westkemper
produzione Società per Attori – Fondazione Teatro della Toscana in collaborazione con Spoleto Festival dei Due Mondi
durata 2 ore, senza intervallo
Luca Marinelli ha ideato, dirige e interpreta La cosmicomica vita di Q, tratto da Italo Calvino. L’attore romano sarà allo Stignani dal 10 al 16 marzo: biglietti sold-out su Vivaticket, ultimissimi posti al botteghino sabato 7 dalle ore 16, con mangiacoda dalle 14.
Il penultimo spettacolo della 52 a stagione di prosa dello Stignani avrà come protagonista Luca Marinelli, che omaggia Italo Calvino con una trasposizione teatrale della raccolta di racconti Tutte le cosmicomiche
da lui ideata, diretta e interpretata insieme a un nutrito cast in cui spiccano le attrici Alissa Jung (anche regista cinematografica) e Valentina Bellè: saranno a Imola da martedì 10 a lunedì 16 marzo, tutte le recite avranno inizio alle ore 21 tranne quella di domenica 15 marzo alle ore 15:30. I biglietti su Vivaticket sono esauriti, ma sabato 7 marzo alla biglietteria del teatro sarà messo in vendita un ulteriore contingente di posti dalle ore 16 alle ore 19, con mangiacoda dalle ore 14.
Le cosmicomiche di Italo Calvino sono racconti che uniscono scienza, fantasia e umorismo, creando un viaggio affascinante attraverso l’evoluzione cosmica. Il protagonista, Qfwfq, è un personaggio senza tempo, testimone e narratore delle fasi di sviluppo dell’universo: dalla formazione delle galassie alla nascita della vita sulla Terra. Dopo miliardi di anni di esistenza, Q si ritrova in una città dei nostri giorni. È diventato un uomo qualunque e, soprattutto, ha dimenticato chi è stato, dove è stato e cosa ha visto. Attraverso un emozionante viaggio nella memoria, ripercorrerà la sua storia, che è anche quella dell’universo e del genere umano: il Big Bang, la formazione della Via Lattea e del Sistema Solare, la nascita della luna, fino a precipitare nel vuoto e tornare al punto di partenza: oggi. Al suo ritorno avrà una consapevolezza nuova, anzi rinnovata, vivida, sarà presente a se stesso, al tempo e allo spazio. E da questa lucidità nascerà la sua
ultima confessione.
Luca Marinelli descrive così ciò che lo affascina di Italo Calvino: «Calvino è stato un lampo di ispirazione, capace di accendere in me, magneticamente, un interesse nuovo. Ricordo viva la sensazione del primo giorno in cui lessi La distanza della luna (il primo racconto delle Cosmicomiche, ndr): nella mia testa era già un teatro delle meraviglie».
E sul rapporto con la compagnia che lo affianca in questo spettacolo: «Trovo che sia una gioia, per me, poter condividere il palcoscenico e tutta la creazione dello spettacolo con un gruppo di artiste e artisti a cui
sono profondamente grato per l’impegno e l’amore che hanno messo nel progetto e verso di me. Senza di loro non avrei mai cominciato questo viaggio».
Romano, classe 1984, Luca Marinelli debutta con Sogno di una notte d’estate, diretto da Carlo Cecchi. Nel 2012 partecipa alla Grande bellezza di Sorrentino e a Tutti i santi giorni di Virzì, ricevendo la prima
candidatura ai David di Donatello, che vincerà due anni più tardi – insieme al Nastro d’argento e al Ciak d’Oro – per il celebre ruolo dello zingaro in Lo chiamavano Jeeg Robot. Dopo l’interpretazione nel 2015
in Non essere cattivo di Claudio Caligari al fianco di Alessandro Borghi e nel 2017 in Una questione privata dei fratelli Taviani dal romanzo di Fenoglio (Globo d’Oro come miglior attore), la sua carriera prende una svolta internazionale: partecipa alla serie tv Trust diretta da Danny Boyle e al film d’azione The old guard con Charlize Theron, è protagonista di Martin Eden che gli vale la Coppa Volpi al Festival di
Venezia e una candidatura agli European Film Awards, interpreta Diabolik nel 2021. Nel 2023 vince il Nastro d’Argento come miglior attore protagonista, condividendolo con Borghi, per Le otto montagne dal romanzo di Paolo Cognetti. Nel 2024 è Benito Mussolini nella serie M. Il figlio del secolo basata sul bestseller di Antonio Scurati.
IL SENTIERO DEI NIDI RAGNO
Dall’omonimo romanzo di Italo Calvino
Con Stefano Annoni, alla fisarmonica Katerina Haidukova
regia Paolo Bignamini
co-produzione CMC/Nidodiragno, Teatro degli Incamminati
GIOVEDI 24 APRILE 2025 ore 21
TEATRO COMUNALE DI PREDAPPIO
All’indomani della Seconda Guerra Mondiale, in un momento in cui creare una «letteratura della Resistenza» era una questione aperta e scrivere «il romanzo della Resistenza» si configurava come un imperativo e, prima che «fatto d’arte», era «fatto fisiologico, esistenziale, collettivo», Calvino sceglie di raccontare l’esperienza partigiana «di scorcio», attraverso gli occhi di un bambino, Pin, un monello del carrugio, sboccato e candido al tempo stesso, ingenuo eppure furbo, spavaldo, provocatorio, ruvido e, a volte, persino perfido. In questo modo, l’indicibile, il troppo grande, le tragedie, gli eroismi, gli impensati slanci, le lacerazioni e i tormenti delle coscienze diventano inaspettatamente un mondo scanzonato, quasi allegro. Come scrisse Pavese nella postfazione al romanzo, «l’astuzia di Calvino, scoiattolo di penna, è stata questa, di arrampicarsi sulle piante, più per gioco che per paura, e osservare la vita partigiana come una favola di bosco, clamorosa, variopinta, “diversa”». La storia è semplice, un bambino ruba a un soldato tedesco la pistola; di qui nasce tutto il resto: la prigione, la fuga e l’incontro con gli uomini del distaccamento del Dritto. Sono uomini strani, grotteschi, di provenienza e mestiere differenti che nel romanzo diventano maschere, pennellate che arricchiscono e restituiscono colore, sapore e ritmo diversi a una vicenda nota. Dietro a ogni gesto di Pin c’è il disperato desiderio di far parte di un mondo: con i bambini non riesce a stare, non lo capiscono, li fa arrabbiare, le madri li tengono lontani da lui. Con gli adulti per un po’ è facile, si destreggia tra uno scherzo e l’altro, canzoni di violenza e di amore gridate fino all’ultimo fiato, e un’infinita riserva di improperi e trivialità con cui bersaglia chiunque gli capiti a tiro. Ma arriva sempre il momento in cui gli adulti diventano di colpo distanti, si fanno incomprensibili e cattivi, si rivelano ipocriti e traditori, e allora Pin non trova altra soluzione che la fuga, una fuga che ha il sapore tragico delle cose che non hanno possibilità di rimedio.
Palazzo Grassi Venezia
Zaide
Mozart
Libretto Italo Calvino
Regia Graham Vick
Conductor Jane Glover
Deborah Rees, Adrian Thompson, William Mackie
Prima rappresentazione assoluta, Opernhaus di Francoforte, 27 gennaio 1866
DIRETTORE Daniele Gatti
REGIA Graham Vick
SCENE E COSTUMI Italo Grassi
LUCI Giuseppe Di Iorio
MOVIMENTI MIMICI Ron Howell
CON LA PARTECIPAZIONE DI
Remo Girone
ZAIDE Chen Reiss
GOMATZ Juan Francisco Gatell
ALLAZIM Markus Werba
SOLIMAN Paul Nilon
OSMIN Davide Giangregorio
I SCHIAVO Raffaele Feo
II SCHIAVO Luca Cervoni
III SCHIAVO Domingo Pellicola*
IV SCHIAVO Rodrigo Ortiz*
*dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma
Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma
video realizzato da Maxim Derevianko